Home Eventi EZIO BOSSO CHIUDE CON IL SUO CONCERTO LA STAGIONE DEL MOF 2016

Domenica 14 agosto lo Sferisterio, in occasione della chiusura del MOF 2016, ha tributato il suo commosso e commovente applauso al talento e alla statura artistica del musicista torinese Ezio Bosso, “ esploso “ fra il grande pubblico pop dopo la sua partecipazione a Sanremo 2016, apprezzatissimo dal pubblico maceratese anche e “ soprattutto “ per il sacrificio, per la tenacia, la determinazione e l’ impegno profusi nella sua poesia.
Colpito da una malattia neurodegenerativa progressiva nel 2011, l’ artista piemontese non ha rinunciato alla musica, allo spettacolo, all’ esibizione/esposizione mediatica.
Essere poeti ( dal greco “ poiesis “ fare, creare ) e divulgarne gli esiti musicali in condizioni tragicamente sfavorevoli richiede investimenti finanziari importanti, che non potrebbero essere coperti da una sola carriera concertistica al riparo da show televisivi nazional popolari e standing ovation tributate da un pubblico medio, lo stesso che assiste e legittima la mediocrità Sanremese.
Un’ altro artista che avesse proposto lo stesso programma del pianista piemontese forse ( ma ci concediamo il beneficio del dubbio ) non avrebbe riscosso lo stesso incredibile successo nella notte in Arena.
I concerti primaverili di Vladimir Ashkenazy e Krystian Zimerman al Lauro Rossi, pianisti immensi dotati di una statura musicale sicuramente superiore a quella di Ezio Bosso, più schivi e appartati, dal basso impatto mediatico e silenziosi sulla scena non avevano registrato il sold out al botteghino ( 550 posti del gioiellino settecentesco contro i quasi 2.800 dell’ Arena ) né tantomeno avevano ottenuto un’ ovazione così lunga, commossa e appassionata.
Assenti in quell’ occasione le “massime“ autorità, episodio discutibile dato l’ immenso valore dei due musicisti e la straordinarietà degli eventi.
Ezio Bosso è sicuramente un talentuoso musicista: la sua formazione parte dalla composizione e direzione d’ orchestra con studi all’ Accademia di Vienna, proseguendo poi con l’ esperienza Ska/Mod negli Statuto fino al definitivo ritorno alla classica con conduzioni orchestrali e performance di rilievo internazionale.
Ama Emily Dickinson e a 10 anni ricevette il plauso di John Cage.
A Macerata l’ artista ha presentato il suo concept album “The 12th Room Tour”, illustrando con ampia profusione di notizie autobiografiche, tutto condito da una vena di self humor ben calibrato e misurato, i passaggi salienti sulla genesi dell’ opera e le ragioni d’ essere del titolo.
“ The 12th Room Tour ” è un lavoro poetico che dimostra l’ innegabile talento compositivo di Bosso: nell’ esecuzione di uno dei brani pizzica fisicamente le corde con la mano, accarezza lievemente i tasti in un crescendo di intensità e ritmo fino a percuoterli, per poi quietarsi nuovamente, in un alternarsi di moti impetuosi dell’anima, slanci vitali ed elegiache meditazioni, racchiusi all’ interno delle dodici stanze che danno il nome all’ album, metafora del suo percorso esistenziale.
Un monologo aneddotico più sintetico durante la sua esibizione( limitando magari l’ esposizione orale alla sola parte in cui chiarisce il “ pensiero “ della sua musica ) ci avrebbe consentito di ascoltare e apprezzare più tracce della sua ultima fatica, ma probabilmente non gli avrebbe regalato quell’ esposizione mediatica e il tanto affetto popolare che sembrano ormai far parte del suo marchio di fabbrica.
Lo show man Ezio Bosso funziona bene così, ma personalmente al personaggio televisivo, al comunicatore che intrattiene e appassiona il pubblico con lunghe digressioni autoreferenziali, offrendoci la sua vita, le sue gioie e i suoi dolori, ho preferito e applaudito calorosamente il musicista raffinato, gentile, talentuoso e cordiale che ha dialogato con il suo “ Fratellone ” un Gran coda Steinway & Son, regalandoci momenti di altissima arte.

testo: Michele Biancucci, Chiara Virgili
foto: Luna Simoncini, ufficio stampa MOF

BOSSO 1

BOSSO 2

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