Home Musica Krystian Zimerman al Teatro Lauro Rossi di Macerata ha concluso la stagione...

Sarà come forma di rispetto verso le società concertistiche che hanno l’onore di ospitarlo o verso il pubblico desideroso di assistere a una sua esibizione, ma anche questa volta Krystian Zimerman non ha deluso le aspettative del Lauro Rossi, rendendo la serata conclusiva della stagione proposta dall’Associazione Musicale Appassionata un evento eccezionale.
Sabato 2 aprile si è tenuto a Macerata il primo dei tre concerti organizzati nelle Marche per poter acclamare quello che oggi è considerato come il più grande e completo pianista vivente.
Nato nel 1956, Zimerman ha avuto fin da piccolo un intimo e naturale contatto con la musica da camera in quanto figlio di costruttori di pianoforti, e quindi costantemente a contatto con i musicisti. Diplomato al conservatorio di Katowice, si appassiona fin da subito ai concorsi ed proprio con la vittoria al prestigioso Chopin di Varsavia nel 1975 che da inizio una brillante carriera internazionale che lo vedrà protagonista accanto ai più celebri direttori e orchestre. Zimerman cerca, quando possibile, di eseguire opere nei luoghi dove sono state concepite e ogni volta desidera stringere rapporti con il pubblico sempre appassionato ed ansioso; non supera mai le 50 esibizioni all’anno e viaggia sempre con il suo pianoforte Steinway. Tutto questo gli ha permesso di raggiungere la perfezione nella tecnica, la precisione, l’eleganza e la sobrietà di esecuzione che da sempre lo contraddistinguono, nonché una spiccata e originalissima capacità interpretativa: “ Io non suono le note ma suono il motivo per cui il pianista ha composto quelle note ” chiosa Zimerman. Il suo repertorio comprende opere di Chopin, Franz Liszt, Franz Schubert, Johannes Brahms, Edvard Grieg, Béla Bartok, Maurice Ravel, Claude Debussy nonché musica da camera di César Franck e Karol Szymanowsk. Zimerman alterna l’ attività concertistica e cameristica con la registrazione discografica, il management, lo studio dell’acustica nelle sale e l’ aggiornamento sulle ultimissime tecnologie di registrazione e di costruzione degli strumenti, capacità per le quali gli hanno attribuito il titolo di “pianista perfetto”.
Al Lauro Rossi ha deliziato la platea, attenta, quasi estasiata e rapita dall’emozione, con le note delle Quattro Mazurke op. 50 di Szymanowski, scritte nei primi del ‘900 e con due sonate di Franz Schubert, la n. 22 in la maggiore e la sonata in bemolle maggiore, D.960.
Nella prima esecuzione Zimerman esalta le tensioni e i rilassamenti armonici delle melodie delle Mazurke, che passano dal movimento moderato all’animato, dall’allegretto dolce fino al vigoroso per poi proseguire con l’ allegro iniziale della prima sonata di Schubert: dopo l’energica affermazione del «la» iniziale, mostra tutta la carica e la tensione della ventiduesima sonata con l’esecuzione dello Scherzo e del Rondò esaltando la spensieratezza tipica valzer e del clima viennese di quell’epoca.
Il concerto si è poi concluso con l’ultima opera dell’intera produzione schubertiana, la cui spensieratezza non è stata intaccata dall’esecuzione dei toni più pensosi del trio in si bemolle minore ma invece esaltata, in modo a tratti disarmante, soprattutto nel sereno rondò che anima l’Allegro ma non troppo di chiusura, la cui conclusione ha portato tutto il teatro in piedi per un lunghissimo e fragoroso applauso al termine dell’ esecuzione. Il pubblico avrebbe dimostrato ancora più trasporto devozionale e ammirazione verso il pianista se fosse stato a conoscenza di quanto accaduto prima del concerto: dopo aver varcato le porte del Lauro Rossi, Zimerman ha deciso di lasciare il suo Steinway che lo accompagna costantemente, per rimettere a punto, insieme al suo tecnico e accordatore personale, il suono del Lippmann in dotazione al massimo cittadino ( modello a cui aveva lavorato decenni prima in Giappone ) restituendogli nuova vita per la serata del concerto maceratese. Gesto straordinario che dimostra quanto sia una delle figure più carismatiche della musica internazionale odierna: anche questa volta, il suo concerto si è trasformato in una esperienza di ascolto d’incomparabile profondità culturale e interpretativa, nonché un’ assoluta dimostrazione delle sue infinite capacità di musicista rigoroso e al tempo stesso emozionante.

Testo: Chiara Virgili, Michele Biancucci
Foto ufficiale Krystian Zimerman
FOTO KRYSTIAN ZIMERMAN

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