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STREGATA DALLA LUNA NEL SEGNO DI MARIA LAI, NORMA AL MACERATA OPERA FESTIVAL 2016

 

La NORMA di Vincenzo Bellini, secondo appuntamento al Macerata Opera Festival 2016, ha entusiasmato e deliziato anche i palati dei melomani più colti ed esigenti.

Un grande successo, un evento eccezionale meritevole di essere consegnato agli annali della manifestazione maceratese.

Se è vero che l’ apertura della 52° Stagione Lirica affidata all’ Otello congedava gli ospiti in Arena ricevendo un garbato plauso dolce – amaro, entusiastico ed unanime è stato invece il coro di consensi che hanno acclamato il capolavoro belliniano; gli applausi, incontenibili anche durante la rappresentazione, e l’ovazione finale hanno sancito  il successo dell’ opera. Indubbiamente una delle produzioni più riuscite del Macerata Opera Festival, realizzata in collaborazione con il teatro Massimo di Palermo, frutto di uno sforzo corale, di una sinergia di talenti perfettamente sincronizzati, guidati e coordinati dagli artisti/registi siciliani Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, fondatori nel 2005 del gruppo I Teatri Alchemici nel capoluogo siculo.

Una regia e un allestimento scenico madidi dell’ opera e dell’ eredità artistica ed intellettuale della grande Maria Lai: sulla scena compaiono grandi reti/telai fatti di trame, fili, intrecci, squarti, tagli, teli; il senso della parola che si fa silenzio, della vita lacerata dalla sofferenza, dell’ esistenza tagliata e spezzata tragicamente, la tenacia e la determinazione muliebri nel ricucire e ricomporre, attraverso la dimensione magica e archetipica del telaio, un passato di dolore e di introspezione che diventano viatico per condurre il presente prossimo. Il recupero della condizione dell’ arcaico, della leggenda e del mito della nativa Sardegna, che pregnano l’ opera di Maria Lai, si intrecciano metaforicamente con la trama ordita da Norma, sacerdotessa che intesse il destino suo e del suo popolo, sostenuta dal sacro vincolo dell’ amicizia con Adalgisa, novizia sacerdotale del tempio di Irminsul.

Respinta e poi riamata dal fedifrago proconsole romano Pollione, Norma rappresenta l’ archetipo della donna avviluppata dalla sofferenza, avvinta dall’ odio e dalla vendetta per il tradimento, madre che non si fa carnefice, moritura che trova il suo riscatto nel proclama fatale della sua colpevolezza, grazie all’ amore immarcescibile per Pollione, al legame indissolubile con Adalgisa, al senso di fedeltà e di appartenenza al suo popolo. Il pronunciamento finale e l’ ammissione del “ mea culpa “ ne tratteggiano con inscalfibile solennità la sua integrità morale, la sua autorevole dignità di donna e guida spirituale dei Druidi, il suo amore di madre e di amante. Cast stellare, anzi lunare, perché se di astri dobbiamo parlare, o meglio di congiunzioni astrali magiche e propiziatorie, è la luna, più che le stelle, ad intercedere col suo afflato sciamanico presso gli esseri umani che la invocano.

Norma eleva alla luna la preghiera “ Casta Diva “ affinché sparga in terra la pace che effonde nel cielo. L’ astro, come da lei stessa dichiarato, ispira e rassicura il soprano uruguayano Maria Josè Siri, strepitosa interprete della sacerdotessa dei Druidi al MOF 2016, indicandola come entità tutelare e fausta della sua esistenza.

Già “ ingaggiata protagonista “ da Chailly per la Madame Butterfly alla prima scaligera 2016/17, Maria Josè Siry ha semplicemente incantato nelle vesti di Norma: autorevole presenza scenica ( è lei la gran vessale al cui giudizio premonitore tutti si affidano ), patetica ( nell’ accezione originaria di pathos ) nell’ adesione al suo personaggio: fiera, elegiaca, altera, passionale, innamorata, volubile, donna! La sua voce modula sapientemente e alterna con maestria i potenti acuti alle note più lievi. La Siry riconferma la sua statura artistica con una performance memorabile, divina nella Casta Diva e nell’ atto finale. La bravissima Sonia Ganassi, tra i più talentuosi mezzosoprani della sua generazione, veste i panni di Adalgisa ( ruolo che le è valso il “ Bellini d’ oro “ nel 2009 per le eccellenti interpretazioni della ministra di Irminsul ) ponendosi come perfetto “contraltare” della Siry.

Se è vero che il binomio Siry/Norma – Ganassi/Adalgisa, mesmeriche, magnetiche, quasi obnubilanti, ha catalizzato l’ attenzione quasi monopolizzando la scena, non dobbiamo però trascurare le brillanti interpretazioni maschili.

Ruben Pelizzari, tenore dal timbro potente, veste i panni del proconsole romano Pollione; voce spinta dalle tinte drammatiche, ottime doti attoriali e una fisicità dai lineamenti virili e mediterranei dipingono e tratteggiano una figura perfettamente calzante col ruolo dell’ amante fedifrago poi “ redento “.

Oroveso, padre di Norma e capo dei Druidi, vede in Arena il basso-baritono Nicola Ulivieri, premiato nel 2006 con l’ Abbiati per lue sue interpretazioni del repertorio mozartiano.

Completano il cast Rosanna Lo Greco ( Clotilde ) e Manuel Pierattelli ( Flavio ).

L’ Orchestra Regionale delle Marche vede alla guida il bravissimo Michele Gamba, giovane direttore al suo debutto allo Sferisterio, bacchetta già celebrata sui più importanti palcoscenici internazionali.

“ Norma è solo apparentemente semplice da orchestrare; seppur fatta di poche note, ognuna ha una valenza specifica che accompagna la voce seguendo l’ andamento del belcanto. Il cantante deve essere condotto dal direttore, e non viceversa. In aggiunta a questo è necessario modulare armonicamente le sonorità dell’ orchestra, evitando suoni fragorosi.

Bellini è l’ anello di congiunzione fra il classico e il romantico ” commenta Gamba.

Carlo Morganti dirige il Coro Lirico Marchigiano “ Vincenzo Bellini “.

Federica Parolini allestisce la bellissima scenografia, di grande impatto visivo e di rara efficacia, magistralmente coadiuvata alle luci da Luigi Biondi;
Daniela Cernigliaro “ tira i fili e intesse “ i costumi: il loro fulgido talento ha contribuito in maniera sostanziale al grande successo di questa “astrale “ Norma.

 

Si replica il 29 luglio e il 7 agosto.

 

Testo: Michele Biancucci, Chiara Virgili

Foto: ufficio stampa MOF -TABOCCHINI

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